Cessione del Quinto per stranieri: requisiti reali e permesso di soggiorno
Se sei uno straniero residente in Italia e stai valutando la cessione del quinto, probabilmente non ti serve una spiegazione teorica: vuoi sapere se puoi ottenerla tu, con il tuo permesso di soggiorno e il tuo lavoro attuale. Molti rifiuti arrivano non dalla banca, ma dall’assicurazione obbligatoria che copre il prestito. Qui trovi una guida pratica e onesta, costruita per evitare false aspettative e perdite di tempo.
Family Finance ti accompagna con analisi preventiva e criteri reali, come partner ufficiale di Avvera SpA (Gruppo Credem).
La differenza tra cittadini UE ed Extra-UE
Cittadini UE
Per chi è cittadino dell’Unione Europea, la cessione del quinto funziona come per un italiano: contano contratto, anzianità lavorativa e azienda. Non servono permessi di soggiorno.
Cittadini Extra-UE
Serve un permesso di soggiorno valido. Qui iniziano i veri paletti, spesso non spiegati chiaramente online.
Il vincolo del permesso di soggiorno: quanto puoi chiedere davvero
La regola d’oro è semplice:
La durata della cessione non può superare la durata del permesso di soggiorno.
Semaforo di fattibilità
🔴 Permesso in scadenza entro 12 mesi
Cessione molto difficile. Anche se fattibile, la rata sarebbe troppo alta.
🟡 Permesso a tempo determinato (es. 2 anni)
Cessione possibile solo fino a 24 mesi. Importi limitati e rate più elevate.
🟢 Carta di soggiorno / Permesso illimitato
Cessione fino a 10 anni, con rate sostenibili. È la situazione migliore.
Il requisito “nascosto”: assicurazione, anzianità e residenza
Oltre al permesso, c’è un fattore decisivo che molti siti non dichiarano: la policy assicurativa.
Nella pratica, molte compagnie richiedono:
- 2–5 anni di residenza continuativa in Italia, oppure
- 2–3 anni di anzianità nella stessa azienda
Questo vale soprattutto per i dipendenti privati. Non è una legge, ma una regola di rischio: più stabilità dimostri, più è facile l’approvazione. Qui conta la continuità, non la cittadinanza.
Cessione del quinto per badanti e colf: realtà vs teoria
È uno dei temi più confusi online. Facciamo chiarezza.
Badanti/colf assunti da cooperative o agenzie
👉 PossibileIl datore di lavoro è strutturato e affidabile come sostituto d’imposta. La cessione può essere valutata, se permesso e anzianità lo consentono.
Badanti/colf assunti da famiglie private
👉 Quasi impossibileIl problema non sei tu, ma il datore: una famiglia non garantisce la trattenuta con la stessa affidabilità richiesta dalle banche. In questi casi, la cessione è tecnicamente complessa e spesso bloccata.
Alternativa realistica: prestito personale (se c’è un garante) o microcredito.
Documenti necessari per la richiesta
Preparare i documenti giusti evita stop inutili:
- documento d’identità valido
- codice fiscale
- permesso di soggiorno (fronte/retro)
- busta paga recente
- CUD
- certificato di stipendio (se richiesto)
📌 Permesso in rinnovo: la ricevuta delle Poste può servire, ma molte pratiche restano sospese fino al rilascio del nuovo documento.
Domande frequenti (FAQ)
Serve la cittadinanza italiana per la cessione del quinto?
No. Basta la residenza fiscale in Italia e un permesso valido per gli extra-UE.
Posso fare una cessione se il permesso scade tra un anno?
Sì, ma il prestito dovrà chiudersi entro quella data. La rata risulta spesso troppo alta.
Quanti anni di residenza servono davvero?
In genere 2–5 anni, a seconda dell’assicurazione e del profilo lavorativo.
Conta di più la cittadinanza o l’anzianità di lavoro?
Conta di più la stabilità lavorativa. L’anzianità pesa più del passaporto.
Un consiglio finale (importante)
Se sei straniero, non fare richieste a raffica online. Ogni rifiuto resta tracciato per settimane e rende più difficile la successiva valutazione. Meglio una verifica mirata prima di muoversi.
Family Finance è qui per questo: dirti subito se è fattibile, con quali limiti e con quale durata.