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Aggiornato 2026

Recesso dalla cessione del quinto: cosa puoi fare davvero

Recesso dalla cessione del quinto

Hai firmato una cessione del quinto e ci stai ripensando. È una situazione più comune di quanto si creda e la domanda è legittima: posso recedere dal contratto? E come si fa, in pratica?

Qui trovi una guida operativa, pensata per chi ha già firmato e vuole capire cosa è possibile fare senza interpretazioni forzate. L’obiettivo è aiutarti a orientarti tra regole, tempistiche e conseguenze concrete, sapendo che la risposta finale dipende sempre dal tuo contratto.

Quando puoi esercitare il recesso

La regola generale dei 14 giorni

Nella maggior parte delle guide e delle FAQ presenti online, il diritto di recesso dalla cessione del quinto può essere esercitato entro 14 giorni (spesso indicati anche come “due settimane”).

Il punto di partenza del conteggio può essere:

  • la data di firma del contratto, oppure
  • la data in cui ricevi copia del contratto firmato

Quale delle due vale per te è indicato nel contratto e nelle condizioni generali fornite dall’istituto.

Prima o dopo l’erogazione?

Qui emergono due interpretazioni, entrambe presenti nelle fonti più autorevoli:

  • Alcune guide spiegano che il recesso è possibile anche se il denaro è già stato erogato, purché tu restituisca:
    • il capitale ricevuto
    • gli interessi maturati fino a quel momento
      di solito entro 30 giorni dalla comunicazione di recesso.
  • Altre fonti precisano invece che il recesso è valido solo se la comunicazione arriva prima dell’erogazione del prestito.

👉 Cosa significa per te:

non esiste una risposta valida per tutti. Devi verificare cosa prevede il tuo contratto specifico e le modalità indicate dall’istituto che ha erogato la cessione.

Come esercitare il recesso (passi pratici)

Se sei ancora nei termini, il recesso non è automatico: va comunicato correttamente.

1) A chi inviare la comunicazione

Il recesso va inviato alla banca o finanziaria con cui hai firmato il contratto di cessione del quinto. Non al datore di lavoro, non all’ente pensionistico, non al consulente.

2) Come inviarlo

Le modalità più comuni indicate nei contratti e nelle guide operative sono:

  • raccomandata A/R
  • PEC

Alcuni istituti indicano un indirizzo PEC preciso o un modulo dedicato: in quel caso, fa fede quanto scritto nel contratto.

3) Cosa scrivere

La comunicazione deve contenere almeno:

  • i tuoi dati anagrafici
  • il riferimento al contratto (numero e data)
  • una dichiarazione chiara della volontà di esercitare il diritto di recesso
  • data e firma

Non servono motivazioni. Il recesso non va giustificato.

📌 Attenzione: se il contratto indica modalità specifiche (indirizzo PEC, modulo allegato, tempi diversi), quelle hanno priorità rispetto a qualunque guida online.

Cosa succede dopo il recesso

Le conseguenze cambiano in base a quando eserciti il recesso.

Se la somma NON è stata erogata

  • la pratica viene bloccata
  • il contratto viene annullato
  • non partono trattenute in busta paga o pensione

In pratica, è come se il contratto non fosse mai entrato in vigore.

Se la somma È già stata erogata

Secondo molte fonti:

  • devi restituire l’importo ricevuto
  • più gli interessi maturati fino a quel momento
  • entro un termine indicato (spesso 30 giorni)

Le trattenute non dovrebbero partire, ma le modalità precise dipendono dal contratto e dallo stato della pratica.

Spese e polizze

  • eventuali polizze obbligatorie collegate alla cessione vengono di norma annullate
  • le spese già sostenute possono essere rimborsate o compensate secondo quanto previsto nel contratto

Anche qui: conta solo ciò che è scritto nei documenti contrattuali.

Recesso, estinzione anticipata e rinnovo: non sono la stessa cosa

È fondamentale non confondere questi concetti.

Recesso

  • si esercita entro 14 giorni
  • equivale a “tornare indietro”
  • non prevede penali come un prestito già in corso

Estinzione anticipata

  • avviene dopo l’avvio della cessione
  • comporta il rimborso del debito residuo
  • può prevedere costi o ricalcoli secondo contratto

Rinnovo

  • possibile solo dopo aver rimborsato una parte del piano (di solito i 2/5)
  • è una nuova operazione, non un annullamento

Se il termine di recesso è scaduto, estinzione o rinnovo sono le uniche strade da valutare.

Domande frequenti

Entro quanti giorni posso recedere dalla cessione del quinto?

In genere entro 14 giorni dalla firma o dalla ricezione del contratto. La decorrenza esatta è indicata nei documenti contrattuali.

Posso recedere anche se ho già ricevuto i soldi?

Alcune fonti dicono di sì, con obbligo di restituzione del capitale e degli interessi; altre lo escludono. Dipende da quanto previsto dal tuo contratto.

Devo spiegare il motivo del recesso?

No. Il diritto di recesso non richiede motivazioni.

Ci sono penali per il recesso?

Di norma no, ma possono essere dovuti interessi maturati se l’importo è già stato erogato. Le penali riguardano l’estinzione anticipata, non il recesso.

Esiste un modulo standard per il recesso?

Online esistono fac-simile, ma è sempre meglio verificare se il tuo istituto ha fornito un modulo specifico allegato al contratto.

A chi devo rivolgermi se ho dubbi?

Al primo posto, all’istituto che ha erogato la cessione. Per orientarti meglio puoi consultare anche le risorse informative di Banca d'Italia, che spiegano il funzionamento generale della cessione del quinto.

Un ultimo consiglio pratico

Se stai valutando il recesso:

  • recupera il contratto
  • individua la sezione “diritto di recesso”
  • verifica data di firma/ricezione
  • segui solo le modalità indicate lì

Le guide aiutano a capire il quadro generale.
Il contratto decide cosa vale per te.

Se hai bisogno di orientarti tra recesso, estinzione o rinnovo, farlo con calma e con informazioni chiare è sempre la scelta migliore.

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